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Pubblicato il: 10/03/2009
Autore: Paolo

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COMUNICATO STAMPA:

Sudan – a rischio sfollati e processo di pace

Lunedì 9 Marzo 2009

La Campagna Italiana per il Sudan esprime profonda preoccupazione per le misure adottate dal governo sudanese a seguito della decisione della Corte Penale Internazionale di spiccare un mandato di cattura nei confronti del Presidente, Omar Hassan El Beshir.
Nelle ore e nei giorni immediatamente seguenti al 4 marzo, sono state espulse 13 Ong internazionali impegnate in operazioni di emergenza in Darfur. Accanto a queste almeno 3 Ong locali sono state chiuse, i loro conti bancari bloccati e i loro beni confiscati (si tratta di Amal center for the rehabilitation of the victims of torture, Khartoum center for human rights and environmental development, e Sudo - Sudan Social Development Organisation). Di Sudo, da anni partner della Campagna Sudan in progetti di capacity building rivolti ad associazioni della società civile perchè possano giocare al meglio il loro ruolo nel processo di consolidamento di una pace sostenibile, alleghiamo il comunicato stampa immediatamente successivo alla chiusura (Link comunicato stampa).
Le conseguenze di tutto questo possono essere gravissime. Secondo stime dell'Onu, il 40% degli operatori umanitari, circa 6.500 persone, in grandissima parte cittadini sudanesi, dovranno interrompere le operazioni di soccorso alla popolazione del Darfur. Secondo dati OCHA, come diretta conseguenza, 1.100.000 persone resteranno senza cibo, 1.500.000 senza assistenza sanitaria e più di 1.000.000 senza acqua potabile. Inoltre la società civile non potrà svolgere serenamente ed efficacemente il suo ruolo in un momento tanto delicato della storia del paese.
Le dichiarazioni pubbliche del Presidente e di altri esponenti del governo, fanno inoltre temere che simili provvedimenti potrebbero riguardare un numero ancora maggiore di Ong internazionali e di associazioni sudanesi, estendendosi anche agli attivisti per i diritti umani.
Non possiamo che prendere atto di come, anche in questa circostanza come in tante altre della storia e dell’attualità della politica internazionale, i conti vengano pagati dalla popolazione. In questo caso dagli sfollati del Darfur, che si vedranno privati di servizi essenziali per la sopravvivenza, e dalla società civile sudanese, coraggiosamente impegnata, in un momento cruciale della storia del paese, a garantire il consolidamento della pace dal basso, l’avvio di un processo di democratizzazione non solo formale e il rispetto dei diritti garantiti dalla costituzione e dalle covenzioni internazionali vigenti.
La Campagna Italiana per il Sudan si appella al governo italiano e alla comunità internazionale perché usino con il Governo Sudanese tutte le misure di mediazione possibili e necessarie a garantire il consolidamento del processo di pace, il proseguimento del percorso di democratizzazione intrapreso all’indomani della firma del CPA e i diritti dei cittadini sudanesi previsti dalla costituzione, dalla legislazione del paese e dagli accordi internazionali vigenti.


Campagna italiana per il Sudan

Per informazioni:
Cristina Sossan
Cristiana Paladini
segreteria@campagnasudan.it

Tel: 0039 02 7723285



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