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Campagna Sudan


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Pubblicato il: 16/07/2008
Autore: Webmaster

Economia e Risorse

Nonostante le enormi difficoltà dovute ai lunghissimi conflitti che hanno insanguinato e insanguinano il paese, alle ricorrenti crisi ambientali (siccità soprattutto, ma anche alluvioni), alla situazione di instabilità politica, il Sudan sta vivendo un momento di vero boom economico; la crescita del Pil è stimata dell’11% nel 2006 e ci si aspetta che sia ancora maggiore nel 2007.

I principali fattori che l'hanno determinata sono da ricercarsi nella produzione del petrolio, nel buon andamento dell’attività agricola e nella continua espansione del settore dei servizi e delle costruzioni.

Rimane però il problema del controllo dell’inflazione che ancora - secondo le stime della Banca Mondiale - tra il 2005 e il 2006, oscillava tra il 5,7% e il 15,7%.

Considerando ciascun settore produttivo, possiamo dire che la prima fonte di reddito è l’agricoltura, seguita dal recente sviluppo della commercializzazione ed esportazione del petrolio.

AGRICOLTURA
Il sorgo è la principale coltivazione, insieme al frumento. I prodotti per l’esportazione sono invece i semi di sesamo e le arachidi, la gomma, i prodotti dell'allevamento. Nonostante questo, il Sudan rimane un paese caratterizzato da grandi quantità di importazioni alimentari. La produzione è limitata dalle tecniche tradizionali ancora largamente usate e dalla scarsità delle vie di comunicazione; questi due fattori costituiscono il maggior limite allo sviluppo di un’economia agricola dinamica. Si stima che l’80% della popolazione viva dei proventi dell'agricoltura, mentre il settore costituisce solo il 39% del prodotto interno lordo del paese.

INDUSTRIA E PETROLIO
La produzione industriale si concentra soprattutto nella lavorazione dei prodotti agricoli e in alcune industrie leggere, ubicate a nord di Khartoum, la capitale del paese.
Per quanto riguarda le risorse minerarie, il reale potenziale non è ben definito dal momento che il settore non è ancora stato scientificamente esplorato; si stima, comunque, che vi siano presenti svariati tipi di minerali. Per ora sono commercializzati amianto e cromo. La popolazione coinvolta nel settore è circa il 7%.
Per quanto riguarda il petrolio, la sua scoperta e commercializzazione sono cominciate a metà degli anni ‘70. I giacimenti sono dislocati soprattutto nella zona dell’Upper Nile, ma sembra che depositi consistenti si trovino anche nel Sud Kordofan e nello Stato del Mar Rosso.
Attualmente l’esportazione del petrolio costituisce l’80% delle esportazioni totali del Sudan.
Il petrolio, i recenti aggiustamenti strutturali e la relativa stabilità politica dovuta alla firma degli accordi di pace, hanno incoraggiato gli investimenti stranieri, in particolare di Cina e stati del Golfo.

La Cina è oggi il maggior investitore estero in Sudan, ma soprattutto il maggior acquirente di petrolio.

La ricchezza non è però distribuita equamente nel Paese. La maggior parte viene investita nella zona nord orientale e centrale, quella più islamizzata e di cultura araba, ed in particolare nella capitale, Khartoum, che sta crescendo ad un ritmo vorticoso. Questa tendenza, già causa dei conflitti sudanesi, è in continua crescita e molti esperti ritengono che la crisi potrebbe nuovamente aggravarsi se non ci sarà un cambiamento nella distribuzione delle risorse sia economiche che naturali, tra le diverse aree del paese.

Si deve inoltre sottolineare che buona parte della popolazione sudanese, soprattutto la popolazione rurale o recentemente inurbata, vive ancora oggi ben al di sotto della soglia di povertà.

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