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Campagna Sudan


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Pubblicato il: 16/07/2008
Autore: Webmaster

Introduzione

Il 9 gennaio 2005 è stato firmato a Nairobi il CPA - Comprehensive Peace Agreement.

Il CPA è l’accordo tra l’unico partito allora al governo, ilNCP (National Congress Party) e ilSPLM (Sudan People's Liberation Movement, Movimento di liberazione del popolo Sudanese).

Con questo storico accordo si è stabilita la natura federale del Sudan, dando luogo a un governo di unità nazionale (GoNU) e a un governo del Sud Sudan (GoSS). L’accordo stabilisce un sistema di amministrazione decentrato per i 26 stati del paese, ai quali viene riconosciuta un’autonomia legislativa, esecutiva e giudiziaria.

Il 9 luglio 2005 ha avuto inizio il governo ad interim di unità nazionale, della durata di sei anni, previsto dall’Accordo di Pace in una logica di condivisione del potere e delle risorse del paese, inaugurato con la presidenza del generale Omar al-Bashir del NCP e la vicepresidenza del dott. John Garang, leader del SPLM/A. Nella stessa data il Presidente ad interim ha ratificato la Costituzione provvisoria (Interim National Constitution, INC), frutto del lavoro della National Constitutional Review Commission (NCRC), composta da rappresentanti del National Congress Party, del Sudan People's Liberation Movement e di altre forze politiche e della società civile sudanese.
La Costituzione dichiara che il Sudan è uno stato democratico, decentralizzato, multi culturale, multi etnico, multi religioso, multi lingue.
Durante il periodo di transizione sono previste importanti scadenze:

– il censimento della popolazione
– elezioni politiche.

Alla fine di detto periodo è previsto il referendum per l’autodeterminazione del Sud.

Cosa prevede il COMPREHENSIVE PEACE AGREEMENT :

1.Forze armate: Il Nord e il Sud manterranno forze armate separate. Entro due anni e mezzo 91.000 truppe governative dovranno ritirarsi dai territori del Sud Sudan. L’SPLA (Sudan people’s Liberation Army) ha 8 mesi per ritirare le sue forze dal Nord. Il CPA delinea la creazione di una forza integrata di 21.000 soldati composta per metà da truppe governative e per metà da uomini del SPLA (Joint Integrated Units, JIU’s). Questa forza dovrà essere utilizzata nelle tre aree sensibili oggetto di disputa (le aree di Abyei, del Blue Nile e del Sud Kordofan) e rappresenta un primo nucleo del futuro esercito nazionale.

2.Autonomia: Al Sud sarà garantita l’autonomia per un periodo di 6 anni, al seguito dei quali sarà indetto un referendum per l’autodeterminazione.

3.Ricchezze petrolifere: I proventi del petrolio saranno divisi proporzionalmente tra il governo di unità nazionale e quello del sud. Il 2% andrà al distretto produttore.

4.Questioni economiche: Vi saranno due monete separate all’interno di un sistema bancario duale. Il Nord manterrà il Pound Sudanese, mentre il Sud ha optato per il Dinaro Sudanese.

5.Amministrazione: Si formerà un Governo di Unità Nazionale (GoNU) composto da NCP e SPLM, i due firmatari del CPA. Nel governo centrale di transizione vi sarà una spartizione delle posizioni in un rapporto 70/30 a favore del NCP, partito di governo al momento della firma degli accordi. Ma nelle regioni oggetto di contesa di Abyei, Bue Nile e Sud Kordofan il rapporto sarà di 55/45.

6.Legge islamica: La Sharia rimarrà applicabile nel Nord. Saranno riscritte parti della costituzione affinché la Sharia non possa più essere applicata ai non-Musulmani in tutto il Sudan.

7.Bandiera: ogni territorio utilizzerà la propria bandiera. Il Nord manterrà l’uso dell’attuale bandiera Sudanese, mentre il Sud ne introdurrà una propria.

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